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Parco fluviale del Po tratto torinese



L'area territorio e pianificazione

Pascolo nel parco
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Pascolo nel parco
Il Canale Cimena a Castiglione Torinese
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Il Canale Cimena a Castiglione Torinese
Il Canale Depretis a Villareggia
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Il Canale Depretis a Villareggia
Il progetto di trasformazione del territorio, che rappresenta la finalità principale dell'area protetta, si attua attraverso una articolata serie di azioni riconducibili a tre aree di intervento:
  • la gestione degli strumenti di pianificazione
  • la gestione delle norme in materia di risorse idriche
  • l'attuazione di progetti diretti di riqualificazione del territorio.

Gli strumenti di Piano

La Legge istitutiva del Parco prevede che l'area protetta sia dotata di strumenti di pianificazione ed in particolare il Piano d'Area, Il Piano d'assestamento forestale ed il Piano Naturalistico.
Il Piano d'Area del Po nasce, nella sua articolazione, dal Piano Territoriale Operativo (P.T.O.) del Po dal quale ha tratto l'impianto normativo di base, adeguandolo ed aggiornandolo, laddove erano necessari approfondimenti di carattere soprattutto naturalistico.
La legge istituiva prevede che i Comuni debbano richiedere all'Ente di gestione, prima di rilasciare autorizzazioni o concessioni, parere obbligatorio all'Ente stesso in merito alla compatibilità dell'intervento rispetto alle Norme di Piano.
La pianificazione del Po si intreccia con numerosi altri strumenti fra i quali sono da ricordare:


Manuali per il piano

VERSIONE "DEMO"
L'Ente di gestione ha predisposto, in collaborazione con il Dipartimento di progettazione architettonica del Politecnico di Torino, un importante strumento di supporto per i tecnici, liberi professionisti o funzionari di pubbliche amministrazioni, alle prese con la "valutazione di compatibilità ambientale" (V.C.A.), dal titolo "Contributi manualistici e normativi utili per la gestione delle valutazioni di compatibilità ambientale previste dalle norme di attuazione del Piano d'area". La V.C.A. è infatti uno studio espressamente richiesto, per certe tipologie di interventi, dalle norme di attuazione del Piano d'Area del Sistema delle aree protette della fascia fluviale del Po.
Benché il Piano d'Area illustri sinteticamente quali devono essere i contenuti della V.C.A., i tecnici del Parco si erano resi conto della difficoltà riscontrata dai progettisti, pubblici e privati, nel predisporre elaborati progettuali rispondenti ai requisiti previsti dalle norme di piano.
Queste difficoltà spesso si traducono in documentazioni ed elaborati grafici insufficienti o addirittura scarsamente comprensibili, cosa che comporta, in fase istruttoria, la necessità di chiedere integrazioni e chiarimenti, con conseguente ampliamento dei tempi occorrenti per il rilascio dei pareri.
Il manuale riguarda, per ora, alcuni casi di progettazione, individuati fra le "categorie" che ricorrono più frequentemente nelle istruttorie che vengono svolte dall'Ente di gestione. La versione "demo" qui presentata è un estratto del manuale integrale, realizzato su CD, che costituisce per il momento un progetto pilota sperimentale per la verifica della effettiva utilità di tale strumento. La versione integrale su CD è stata distribuita per il momento solo ad alcuni tecnici di Enti pubblici nonché a professionisti che si occupano di progettazione nell'ambito del Parco del Po, o in realtà vicine o simili a questa, e con i quali l'Ente di gestione ha concordato un primo percorso di sperimentazione, al quale farà seguito una rielaborazione ed un completamento del manuale, sulla base delle indicazioni che perverranno a seguito di tale prima applicazione.
In particolare, sono stati presi in esame ed analizzati, con descrizioni ed illustrazioni, i contenuti dei documenti tecnici da predisporre, relativamente a:

  • interventi a carico dei fabbricati di origine rurale e delle loro;
  • usi ed attività naturalistiche; attività del tempo libero ed alcune infrastrutturazioni del territorio; si tratta in questo caso soprattutto di percorsi ciclabili, strade, parcheggi ed arredo urbano (non presente nella versione "demo").

Alla base di questo strumento manualistico sta l'idea che spesso il medesimo risultato, soprattutto in termini di funzionalità, è possibile ottenerlo attraverso scelte progettuali (ossia soluzioni architettoniche, materiali impiegati, distribuzione degli spazi, movimenti orografici, schermature vegetali ecc.) non necessariamente di sofisticata elaborazione, bensì con impiego di strutture semplici, creando o mantenendo caratteristiche di leggerezza e di sobrietà, simili a quelle delle preesistenze tradizionali limitrofe già esistenti.

Manuale di supporto per la valutazione di compatibilità ambientale


La gestione delle risorse idriche

Sulla base della normativa vigente, l'Ente di gestione rilascia pareri in materia di derivazioni idriche, solitamente su richiesta delle Amministrazioni Provinciali, ai sensi del D.lgs. 152 del 03/04/2006 ("Norme in materia ambientale") art. 164 ("Disciplina delle acque nelle aree protette"), nonché ai sensi dell'art. 11 del DPGR 29 luglio 2003, n. 10/R. (Regolamento regionale recante: 'Disciplina dei procedimenti di concessione di derivazione di acqua pubblica) e dell'art. 2 del DPGR 5 Marzo 2001, n. 4/R. (Regolamento regionale recante: "Disciplina dei procedimenti di concessione preferenziale e di riconoscimento delle utilizzazioni di acque che hanno assunto natura pubblica), e da parte dei Comuni in caso di piccole captazioni ad uso domestico.

Il Consiglio Direttivo dell'Ente, con deliberazione n. 4 del 19 Aprile 2007, ha adottato il nuovo regolamento per il rilascio di pareri, da parte dell'Ente Parco, in materia di derivazioni idriche, che sostituisce il precedente regolamento, approvato nel 2000.

La modificazione si è resa opportuna sia alla luce delle esperienze maturate negli anni nell'ambito del rilascio di pareri per derivazioni idriche, nonché a seguito delle richieste di modifiche avanzate da imprenditori agricoli e, di recente, a seguito dell'approvazione da parte del Consiglio Regionale del Piemonte, in data 13/03/2007, del Piano di Tutela delle Acque.

Il regolamento è stato trasmesso all'Autorità di Bacino per il Fiume Po, in quanto soggetto che deve essere sentito ai sensi della normativa vigente, prima dell'approvazione definitiva, oltre che alle principali associazioni agricole ed alle Province interessate.

Si è ritenuto inoltre opportuno pubblicare il regolamento anche sul sito internet, affinché tutti i soggetti interessati, in modo particolare tecnici pubblici e privati che devono predisporre le istanze, possano prenderne visione.

Nelle more dell'approvazione in via definitiva del nuovo regolamento, in particolare in attesa di un eventuale pronunciamento da parte dell'Autorità di Bacino, i nuovi criteri operativi del regolamento saranno già applicati, in via sperimentale, per lo svolgimento delle istruttorie di competenza dell'Ente Parco.

Regolamento per il rilascio di pareri in materia di derivazioni idriche (PDF - 278Kb)


I progetti per la riqualificazione

Oltre alla gestione degli strumenti di pianificazione territoriale, l'azione dell'Ente si svolge anche mediante progetti di riqualificazione diretta attuata attraverso diverse misure ed azioni.

  • Le attività estrattive
    Il proseguimento delle attività estrattive in atto all'entrata in vigore del Piano d'Area è subordinato alla presentazione di progetti di riqualificazione ed alla stipula di convenzioni che prevedono la cessione delle aree agli Enti pubblici e dell'Ente di gestione. In tale progetti sono previste numerosi interventi di riqualificazione e rinaturazione nonché infrastrutturazioni del territorio per la fruizione. Attraverso tali attività sono pertanto attivati numerosi progetti di recupero della naturalità della fascia fluviale.

  • Il ruolo dell'agricoltura
    La conservazione e la gestione del territorio sono possibili anche attraverso l'attività agricola. Nel corso del 1999 la Federazione dei Parchi nazionali e regionali ha firmato con le principali organizzazioni agricole un documento di intesa che fissa una serie di punti di collaborazione, nell'intento di aprire un momento di costante collaborazione sui fondamentali temi dello sviluppo rurale.
    Tale impegno si inserisce nel generale movimento attivatosi a livello comunitario sui temi dello sviluppo sostenibile del territorio dei quali Agenda 2000 ed i programmi legati allo sviluppo rurale costituiscono momento di particolare importanza e strategia.
    Anche il Piano d'Area del Parco fluviale del Po individua alcune linee di indirizzo specifiche in materia di agricoltura.

La gestione delle aree demaniali

La recente entrata in vigore delle deleghe che hanno conferitola gestione di tali aree alle Regioni, nonché le norme dell'Autorità di bacino, ha imposto una nuova stagione nella gestione di tali aree, che devono essere finalizzate ad una maggiore naturalità ed al rispetto delle condizioni di sicurezza idraulica. Anche in questo campo l'Ente attiva una serie di progetti e richieste di gestione di specifiche aree, in particolare all'interno delle Riserve naturali.


I progetti strategici

Un importante progetto strategico, rivolto in particolare alla riqualificazione del territorio metropolitano, è quello della CORONA VERDE che, su attivazione del Parco del Po torinese, è oggi divenuto uno dei grandi interventi di carattere regionale che, partendo alla rete dei parchi regionali dell'area metropolitana torinese, tende ad estendere i principi della gestione sostenibile del territorio all'intero comprensorio, intrecciandosi con il progetto regionale dedicato alle Residenze Sabaude


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