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Palazzo Madama a Torino

Palazzo Madama
Palazzo Madama
Palazzo Madama da Piazzetta Reale
Palazzo Madama da Piazzetta Reale
Il retro di Palazzo Madama (Castello di Torino)
Il retro di Palazzo Madama (Castello di Torino)
Palazzo Madama di notte
Palazzo Madama di notte
La volta dello scenografico avancorpo juvarriano
La volta dello scenografico avancorpo juvarriano

Duemila anni di storia della città di Torino

Nel pieno centro storico di Torino, laddove convergono tutte le arterie principali del tessuto viario, sorge il Palazzo Madama, isolato nel mezzo della Piazza Castello.
Palazzo Madama racchiude e assomma nelle sue mura duemila anni di storia della città di Torino.
Il primo nucleo del palazzo è infatti costituito dalle torri e dalle strutture della porta urbica romana costruita all'estremità orientale del decumanus maximus (attuale via Garibaldi). Le due torri che delimitavano la Porta Praetoria di Augusta Taurinorum, sono ancora parzialmente visibili, inglobate all'interno della struttura del palazzo. Resti delle mura e delle strutture romane sono inoltre visibili, grazie alla recente pavimentazione in cristallo, anche nell'atrio interno a Palazzo Madama e, all'esterno, in piazza Castello, a sinistra del Palazzo stesso.
Nel medioevo (sec XIII) Guglielmo VII del Monferrato inglobò i resti della Porta Praetoria nella "Domus de forcia" un forte eretto a ridosso delle torri già esistenti. Nel Quattrocento Ludovico d'Acaia (ramo cadetto dei Savoia), signore di Torino, trasformò il forte in un vero e proprio castello, aggiungendo verso est le altre due torri tuttora presenti sul retro e raddoppiandone l'estensione planimetrica. Tali due torri medievali, unite alle preesistenti due torri romane, formarono così un grande, armonico e scenografico castello medievale a pianta quadrilatera.
Essendo stati occlusi definitivamente i fornici della Porta Preatoria, si aprì un'altra porta presso la torre sud, chiamata dapprima "Fibellona" e poi "di Po" o "del Castello".
Tra il Seicento e il Settecento il castello medievale degli Acaia fu radicalmente rinnovato dagli interventi voluti dalle due "Madame Reali", che lo scelsero quale dimora preferita e vi andarono ad abitare. Da qui deriva il nome del palazzo (Palazzo Madama).
Maria Cristina di Francia e soprattutto in seguito sua nuora Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours, trasformarono la residenza in una magnifica celebrazione della potenza e del potere dei Savoia.
Maria Cristina (sorella del re di Francia Luigi XIII e reggente il Ducato Sabaudo in nome del figlio minorenne Carlo Emanuele II), che nel 1637 elesse Palazzo Madama quale sua residenza preferita, commissionò all'architetto Carlo di Castellamonte i primi lavori di ristrutturazione e ammodernamento della struttura medievale, per adeguarla alle esigenze di corte. Fra gli interventi più importanti vi fu la chiusura e voltatura del cortile interno per realizzare un nuovo salone di rappresentanza al piano superiore (1638-40).
Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours (vedova di Carlo Emanuele II a partire dal 1675) continuò l'opera di trasformazione del castello medievale.
Nel Settecento il re Vittorio Amedeo II riprese a modificare il palazzo, affidando nel 1718 all'architetto messinese Filippo Juvarra il progetto di restauro e modifica. La trasformazione più appariscente operata dallo Juvarra fu l'aggiunta, sul lato occidentale, di un monumentale avancorpo barocco, costruito a ridosso del corpo medievale. Ancora oggi, se si osserva Palazzo Madama da nord o da sud, si nota la netta divisione fra la più antica struttura medievale e la facciata barocca che le venne sovrapposta e accorpata dall'architetto siciliano.
Del magnifico palazzo barocco in pietra chiara, progettato dallo Juvarra, fu realizzato unicamente lo scenografico ingresso, che rivela gli ambiziosi obiettivi dell'architetto messinese, i cui lavori furono sospesi nel 1721.

Durante l'occupazione napoleonica furono presentati progetti (per fortuna non realizzati) di completa demolizione del palazzo, nell'ambito di una più generale riorganizzazione urbanistica della città.

Durante il regno di Carlo Alberto, a metà Ottocento, Palazzo Madama divenne sede della Pinacoteca Regia, poi del Senato Subalpino.
In seguito il palazzo ospiterà il primo Senato del Regno d'Italia. Quando la capitale italiana fu trasferita, Palazzo Madama ospitò una Corte di Cassazione.

Nel 1920 fu demolita la "specola" (osservatorio astronomico) costruita sul tetto del palazzo nel 1819 dall'astronomo Giovanni Plana.

Dal 1934 Palazzo Madama è diventato sede del Museo Civico d'Arte Antica, istituito nel 1861 dalla Città di Torino per raccogliere e conservare una ricca ed eterogenea collezione di opere d'arte, provenienti dal Piemonte o da regioni limitrofe, che spazia dal periodo gotico al barocco.

Dal 1997 Palazzo Madama, come tutte le residenze sabaude, è tutelato dall'Unesco, che lo ha iscritto fra i beni considerati "Patrimonio dell'Umanità".


Visita
Palazzo Madama ha una parte visitabile gratuitamente ed una parte a pagamento.

La parte visitabile gratuitamente è costituita dalla corte centrale medievale, un tempo aperta al cielo e chiusa in epoca barocca. Qui sono visibili, sotto il pavimento trasparente, i resti delle strutture romane, mentre sopra il pavimento si vedono colonne e archi medievali e le volte barocche. Un maestoso scalone, sempre ad accesso libero, conduce al primo piano, da cui si scorge l'elegante sala che dal 1848 al 1864 fu sede del Senato prima subalpino poi italiano ed ospitò in seguito anche una Corte di Cassazione. Attraverso gli enormi finestroni che danno luce allo scalone si può inoltre godere di una piacevole vista sulle vie della città e sulle montagne che circondano Torino.

Il percorso di visita della parte a pagamento (Museo Civico di Arte Antica) si sviluppa su quattro piani, in un itinerario attraverso il tempo mediante due percorsi ideali che si intrecciano: uno dedicato alla storia degli ambienti, l'altro al significato delle opere d'arte che essi ospitano.
Nel piano interrato, al livello delle fondazioni romane, si trova il Lapidario Medievale, con sculture in pietra e oreficerie. Al piano terra, dove sono le testimonianze più numerose del castello quattrocentesco, si collocano le arti dal Medioevo al Rinascimento. Nella Torre Tesori è possibile ammirare il celeberrimo Ritratto d'Uomo di Antonello da Messina. Al primo piano, dentro le stanze barocche, sono collocate opere del Seicento e del Settecento, con la quadreria, i mobili del Piffetti e del Prinotto e le fastose decorazioni delle sale. Infine, al secondo piano, sono esposte le arti decorative di tutte le epoche: ceramiche, maioliche, avori, oreficerie, tessuti, vetri e miniature, che aiutano a capire come erano la cultura e il gusto di una regione alpina e di confine, governata per sei secoli dalla dinastia dei Savoia.

Approfondimenti sul Museo Civico di Arte Antica:

Una visita completa, ma non approfondita, richiede almeno un'ora e mezza;
In biglietteria è possibile noleggiare le audioguide, mentre in Libreria (entrando nel Palazzo a destra) sono in vendita guide, cartoline, pubblicazioni del Museo. In Caffetteria (primo piano, Camera della Galleria e Veranda Nord, aperta negli orari del Museo) è possibile consumare bevande e piatti freddi.

Orari
Museo: Da martedì a sabato: ore 10-18; domenica: ore 10-20. Chiuso il lunedì. 
La biglietteria chiude un'ora prima.
Ingresso libero il primo martedì del mese

Scalone e Corte Medievale: Ingresso libero; Da martedì a sabato: ore 9-19; domenica: ore 9-20
Chiuso il lunedì.

Biglietti:
- intero 7,50 Euro
- ridotto 6,00 Euro
Per gli aventi diritto alla riduzione e alla gratuità, si consulti il sito internet del museo.

Palazzo Madama - Museo Civico d'Arte Antica - Piazza Castello, Tel. 011/4433501 - E-mail: palazzomadama@fondazionetorinomusei.it - sito internet: www.palazzomadamatorino.it

Località: Torino (TO) Regione: Piemonte


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