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Insediamento romano di Industria a Monteu da Po

 Area archeologica di Industria
Area archeologica di Industria

Forgiatori devoti a Iside

Nel Comune di Monteu da Po si trova il sito archeologico di Industria, città romana sorta in posizione strategica sulla riva destra del Po, quasi alla confluenza con la Dora Baltea, tra la fine del I secolo a.C. e l'inizio del I secolo d.C., in seguito alla romanizzazione dell'area che in precedenza era abitata da popolazioni celto-liguri. Industria deve la sua importanza alla funzione di polo commerciale sulle rive del Po e, a partire dalla seconda metà del I secolo d.C., al santuario dedicato alle divinità orientali di Iside e Serapide, motivo di ricchezza e di fama. Il suo porto sul fiume rappresentò un fattore determinante anche per lo sviluppo dell'arte della lavorazione del bronzo, in quanto era per via fluviale che giungevano in città ferro e rame estratti in Valle d'Aosta e venivano veicolati i manufatti destinati all'esportazione. L'abilità artistica di artigiani di origine greco-orientale ha prodotto oggetti e decorazioni bronzei di notevole raffinatezza (statue, statuette, ex voto, oggetti di culto, oggetti di uso comune, decorazioni architettoniche, placchette...), oggi conservati presso il Museo di Antichità di Torino. Nel sito archeologico sono visibili l'area sacra con i due templi dedicati ad Iside e a Serapide, pozzi, sale di riunione, abitazioni per i sacerdoti, altari, e parte degli isolati circostanti occupati da abitazioni e botteghe artigiane affacciate sugli assi stradali.
L'area a destra del Po all'altezza della confluenza della Dora Baltea era frequentata già in epoca preromana, nell'età del ferro, sia come tratto dei percorsi secondari che dal Basso Monferrato conducevano verso la zona pedemontana sia come luogo di fissa dimora in villaggi. Tra questi esisteva Bodincomagus, villaggio abitato dagli indigeni liguri, presso il quale i romani si insediarono a partire dal II secolo a.C. e ricordato da Plinio il Vecchio come antico nome di Industria. Bodincomagus significa "luogo di mercato sul Po", in quanto deriva da bodinco, termine con cui i liguri chiamavano il Po, e da magus, che significa mercato.
In seguito alle campagne militari condotte tra il 124 e il 123 a.C. dal console romano Marco Fulvio Flacco contro le popolazioni liguri non ancora pacificate, venne potenziata la rete stradale, furono fondate nuove colonie e assegnati lotti di terreno ai nuovi abitanti. La nascita di Industria si inserisce quindi nel lungo e lento processo di romanizzazione che interessò la zona, già luogo di scambi commerciali e di contatti culturali tra diverse etnie, celtica a nord del Po, ligure a sud. L'impianto urbano, risalente all'età augustea così come l'identificazione amministrativa, aveva forma quadrangolare con un'estensione in senso nord-sud di circa 400 m e rispettava la pianta canonica delle colonie romane fondate ex novo, con una maglia di strade ortogonali acciottolate che individuano isolati regolari di forma rettangolare. Dell'area urbana, seppure in origine di dimensioni abbastanza ridotte, è oggi visibile circa un decimo di quella che si pensa essere stata l'estensione totale. Del quartiere artigianale, che doveva trovarsi vicino al fiume per maggiore comodità nelle operazioni di scarico e carico delle merci, sono stati trovati sporadici resti di fornaci e residui della lavorazione dei metalli, oggi non più visibili.
Nel I secolo a.C. la città potenzia il suo ruolo legato alla posizione geografica e diviene fiorente e famosa per il santuario dedicato alle due divinità orientali. Caratterizzano il sito i resti dei templi dedicati a Iside e Serapide, il primo del I secolo d.C., il secondo di età adrianea. La precoce diffusione del culto di Iside nella Cisalpina occidentale si deve alla presenza in città di famiglie di mercanti italici, a contatto con il mondo ellenistico per ragioni commerciali e già devote al culto isiaco. La provenienza dal mondo greco-orientale della gran parte degli schiavi e dei liberti di proprietà di queste ricche famiglie dà spiegazione anche della ricercatezza e dell'eleganza di molti dei reperti in bronzo ritrovati nel sito, risultato dell'eccezionale abilità nell'arte della lavorazione del bronzo e della conoscenza dei modelli e dei cartoni più raffinati, tipiche degli artisti orientali.
La diffusione del cristianesimo e altri motivi che l'indagine archeologica non ha ancora del tutto chiarito, in particolare a livello archeologico, portarono alla crisi del santuario e alla distruzione del tempio di Serapide nel IV secolo, mentre alcuni isolati continuarono ad essere abitati fino al VI-VII secolo. Nel V secolo infatti attorno alla pieve di S. Giovanni, costruita accanto al santuario romano e dipendente dalla diocesi di Vercelli, si stabilì una comunità cristiana che contribuì alla decadenza delle attività commerciali legate al santuario pagano e accelerò il definitivo abbandono della città. In età medioevale i longobardi sfruttarono le murature dei templi come pareti per sporadiche sepolture.
L'identificazione dei resti del sito con la città romana ricordata da Plinio il Vecchio risale al '700; gli scavi e le ricerche proseguirono nell'800 e fino a metà '900. Solo più tardi nuovi studi sulla planimetria e sui reperti portarono all'identificazione dell'area sacra, i cui edifici erano stati prima interpretati come luoghi pubblici.

Il sito archeologico è visitabile telefonando al custode sig. Nigro, Tel. 339.31.05.197. Ingresso gratuito.

(Testo della Dott.ssa Anna Bianco)

Per approfondimenti:
- Zanda Emanuela, Crosetto Alberto, C'era una volta... Industria, Rotary Club Chivasso - Arti Grafiche Chivassesi, Chivasso, 1998.

L'area archeologica sul sito della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie

Località: Monteu da Po (TO) Regione: Piemonte


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