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Fortezza di Verrua Savoia

Il dongione della Fortezza di Verrua
Il dongione della Fortezza di Verrua
Rappresentazione storica di fronte all'ingresso nuovo della Rocca di Verrua Savoia
Rappresentazione storica di fronte all'ingresso nuovo della Rocca di Verrua Savoia
L'ingresso attuale al complesso della Fortezza di Verrua
L'ingresso attuale al complesso della Fortezza di Verrua
La Fortezza Sabauda di Verrua Savoia
La Fortezza Sabauda di Verrua Savoia
La Scala del Soccorso
La Scala del Soccorso

Sperone strategico a dominio della pianura

Storia
Le prime notizie su Verrua Savoia risalgono all'anno 999, quando l'imperatore Ottone III mediante un diploma confermò al Vescovo di Vercelli, Leone, vari beni territoriali, tra cui Verrua. Durante i secoli successivi l'insediamento fortificato subì numerosi assedi, distruzioni (celebre quella del 1167 ad opera di Federico Barbarossa) e ricostruzioni, in quanto era posto in un luogo di confine e quindi conteso tra il Vescovo di Vercelli, i Marchesi del Monferrato, i Visconti di Milano, le famiglie nobiliari vercellesi degli Avogadro e dei Tizzoni ed i conti e poi duchi di Savoia. Nel 1167 il Vescovo di Vercelli perse definitivamente il castello di Verrua, che passò nelle mani dei Marchesi del Monferrato fino al 1248, quando i Conti di Savoia si impadronirono del castello, ma non in maniera definitiva. I Savoia acquisirono stabilmente Verrua soltanto nel 1559, quando la fortezza si trovava ormai in pessimo stato di conservazione, con ampie parti delle mura distrutte e senza le porte. la fortezza in quel periodo era composta da tre parti distinte: il castrum, cioè la rocca vera e propria, posta in posizione più alta, in modo da dominare il territorio circostante, il castrum planum, insediamento abitato, fortificato anch'esso, dove erano presenti la pieve ed il cimitero, ed il borgo, ai margini del castrum planum, circondato da mura e da una serie di torri circolari. Si trattava però di un complesso scarsamente difendibile, in relazione all'evoluzione delle tecniche di assedio e lontano dall'essere quella macchina da guerra che diventerà nel corso del Seicento, tra le più importanti dello Stato, proprio perché posta al confine con il Marchesato del Monferrato ed in direzione del Ducato di Milano.

Nella seconda metà del Cinquecento soggiornò nel castello-fortezza di Verrua il poeta Torquato Tasso, giunto in Piemonte quale ospite di Filippo d'Este, genero del duca Emanuele Filiberto di Savoia.

Nel 1613 l'ingegnere Ercole Negro di Sanfront fece un sopralluogo a Verrua con l'obiettivo di ampliare ed ammodernare la fortificazione. Tuttavia si dovrà attendere la metà del secolo 1600 per vedere realizzata la nuova fortezza.

Nel 1625 il Duca di Feria, governatore di Milano, al comando di 25000 soldati spagnoli, tentò, dal 9 agosto al 17 novembre, di espugnare la fortezza, che era stata a torto ritenuta un ostacolo facilmente superabile in poco tempo, proprio perché disponeva di mura che non avrebbero potuto resistere a lungo al fuoco dei cannoni. A causa di errori tattici, ma anche del terreno accidentato, la cui conformazione non permetteva di effettuare un assalto efficace a meno di gravi sacrifici umani, gli spagnoli dovettero desistere dai loro propositi e furono successivamente allontanati dalle truppe franco-piemontesi, comandate dal duca Carlo Emanuele I.

Dal 1639 al 1642 il complesso fu coinvolto nelle lotte tutte interne al Ducato di Savoia fra Madamisti e Principisti. Dapprima conquistato dagli spagnoli, al comando del principe Tommaso di Savoia, che cercarono di migliorarne le difese aggiungendo un bastione, fu successivamente espugnato dall'esercito franco-piemontese nel 1642, tornando nelle mani della reggente del Ducato di Savoia, Madama Reale Cristina di Francia.

Nel 1656 vi fu un preciso intento di ampliare la fortezza in modo da renderla capace di resistere agli assedi portati con armi da fuoco sempre più evolute, per le quali le vecchie strutture erano diventate del tutto insufficienti. Il progetto, redatto da Carlo Morello, consisteva nell'ampliamento della fortificazione verso il borgo, essendo questa la parte maggiormente esposta all'offensiva nemica. Nuovi e più importanti lavori furono realizzati dal figlio, Michel Angelo Morello, come testimoniato da un disegno del 1670, dove sono visibili i nuovi bastioni edificati in fogge moderne, la cui realizzazione comportò la demolizione del borgo, in quanto la sua permanenza sarebbe stata pericolosa in caso di assedio.

Nell'ottobre del 1704, durante la guerra di successione spagnola, iniziò l'ultimo assedio subito dalla fortezza di Verrua, portato dalle truppe francesi comandate dal generale Vendôme e che costò la vita a circa 13.000 soldati. Questo assedio durò fino al 9 aprile 1705, oltre ogni previsione degli assedianti, che immaginavano di conquistare la fortezza al massimo prima dell'inverno. Le prime operazioni comportarono l'attacco alla collina di Carbignano, sulla quale era stato realizzato un altro forte ed una serie di trincee, che caddero dopo circa un mese di combattimenti, permettendo così procedere alla seconda fase e cioè all'assedio del più munito forte di Verrua, rimasto a questo punto senza le difese del forte costruito sulla prospiciente collina di Carbignano. I combattimenti durarono ininterrottamente, nonostante la rigidità dell'inverno, fino a quando i soldati rimasti nella fortezza dovettero arrendersi per mancanza di viveri e decisero di far saltare le fortificazioni, ad eccezione della rocca, dove si ritirarono. L'eroica e sfortunata resistenza di Verruca (questo il nome della località e della fortezza in epoca medievale e fino al Settecento), logorando le truppe francesi, permise al duca Vittorio Amedeo II di riorganizzare le truppe piemontesi e di giungere, nel 1706, alla vittoria contro i francesi nella memorabile battaglia di Torino, destinata a segnare le sorti della guerra e dell'Europa, insieme a quelle della dinastia dei duchi di Savoia, i quali, proprio grazie a questa vittoria, non solo non persero il Piemonte, ma addirittura diventarono re, avendo ottenuto in premio per la vittoria la corona reale di Sicilia prima e di Sardegna poi.

E' proprio questa, la rocca, l'unica porzione del complesso che ancor oggi possiamo vedere, assieme a qualche rudere dei bastioni più esterni e a qualche tratto delle gallerie di mina e contromina che erano presenti nel sottosuolo. Nel 1726 furono avanzate delle ipotesi di ricostruzione poiché fu richiesto all'ingegnere Ignazio Bertola un progetto che prevedeva la riedificazione quasi totale della piazzaforte, probabilmente non attuato per la diminuita importanza strategica che Verrua aveva assunto nel Settecento, in relazione alle nuove acquisizioni territoriali del Regno Sabaudo verso est (Novarese, Lomellina e Tortonese).

Nell'Ottocento il forte subì un radicale mutamento di destinazione, diventando una residenza nobiliare. Furono quindi effettuati quei lavori richiesti dalle cambiate esigenze d'uso: si demolirono il ponte levatoio, spostando l'ingresso nella posizione attuale, ed i fabbricati delle caserme, che occupavano i cortili, costruendo invece un piccolo edificio destinato a casa del custode. Il Palazzo del Governatore diventò quindi l'abitazione del marchese e fu decorato all'interno con affreschi e boiseries, mentre la collina divenne terreno agricolo, coltivato a vigna.

La storia più recente è contrassegnata dall'abbandono del complesso e dal suo progressivo deperimento. Nel 1955 i Marchesi d'Invrea vendettero l'edificio ad una ditta che estraeva dalla collina materiale per produrre cemento. A causa degli scavi effettuati mediante esplosivo, nel 1957 una enorme frana travolse un'abitazione sotto la collina, causando sette vittime e distruggendo persino parte del ponte sul Po. La frana fece inoltre crollare una parte molto vasta del complesso della fortezza di Verrua, mentre altre parti, rese pericolanti dalla frana, furono demolite. Tra queste fu demolita anche la chiesa di S. Giovanni Battista Martire, mentre il grande pozzo, largo più di 3 metri e profondo quasi 100 metri, fu riempito con i detriti prodotti dalle demolizioni e dai crolli.

Attualmente ciò che rimane del grandioso complesso della fortezza di Verrua Savoia, che è proprietà privata, è stato concesso in comodato d'uso al Comune di Verrua, che ne sta promovendo la conservazione e la fruizione.

Gli esterni della fortezza sono sempre visitabili dal pubblico. Per vedere la parte di fortezza oltre il portone e visitare gli interni, consultare il sito internet www.roccaverrua.it

Per contattare la Fondazione Verrua Celeberrima: Tel. 01119838708 - Fax 01119858708 - E-mail: fondazione.piazza@alice.it - Sito internet: www.roccaverrua.it
Per informazioni e per contattare il Comune di Verrua Savoia: Tel. 0161849144.

Per approfondimenti:
- Viglino Davico Micaela (cur.), La piazzaforte di Verrua, Omega Edizioni / Regione Piemonte, Torino, 2001.
- Padovan Davide, Padovan Gianluca, Bordignon Lodovico, Ottino Massimo, La fortezza di Verrua, in Atti del IV Convegno nazionale sulle cavità artificiali, Osoppo, 1997.
- Ogliaro M., La fortezza di Verrua Savoia nella storia del Piemonte, Mongiano Editore, Crescentino, 1999.

Località: Verrua Savoia (TO) Regione: Piemonte


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